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Presentazione del CD
ROM CARTACANTA
LA MUSICA NELLE COLLEZIONI BOLOGNESI
realizzato dal Consorzio Artificio, dal "Saggiatore musicale"
e dal Dipartimento di Musica e Spettacolo
nellambito delle iniziative per Bologna Città Europea della Cultura nel 2000
Bologna, palazzo Marescotti, 13 giugno 2001
Sono intervenuti Paolo Bonaretti (Consorzio Artificio, Bologna), Pier Carlo Brunelli (Associazione culturale "Il Saggiatore musicale"), Lorenzo Bianconi (Dipartimento di Musica e Spettacolo, Bologna), Marina Deserti (Assessorato alla Cultura, Comune di Bologna). Il CD ROM CartaCanta è stato illustrato dai curatori Mario Armellini (Civico Museo Bibliografico Musicale, Bologna) e Gianmario Merizzi (Dipartimento di Musica e Spettacolo, Bologna).
Riproduciamo qui la presentazione del CD ROM CartaCanta stilata da Lorenzo Bianconi e Angelo Pompilio:
(1) CartaCanta è un prototipo multimediale sperimentale, creato per valorizzare il patrimonio musicale delle collezioni pubbliche bolognesi. Il Consorzio Artificio, il "Saggiatore musicale" e il Dipartimento di Musica e Spettacolo dellUniversità di Bologna lo hanno concepito e realizzato nel quadro delle manifestazioni di Bologna Città europea della Cultura nel 2000. Esso è un frutto del fervore ideativo che il progetto dellAmministrazione comunale di costituire un Museo della Musica in palazzo Aldini Sanguinetti (Strada Maggiore 34) ha suscitato fin dal 1997.
Negli oggetti presentati e trattati libri di musica e sulla musica, ritratti di musicisti, strumenti musicali CartaCanta rispecchia i tre nuclei principali di beni musicali posseduti dal Comune di Bologna: su di essi si fonda il futuro del Museo della Musica.
La biblioteca musicale dellodierno Civico Museo Bibliografico Musicale (piazza Rossini 2), che deriva dalla biblioteca privata dellerudito settecentesco Giovan Battista Martini O.F.M.Conv., è un complesso unico al mondo. Possiede qualche decina di migliaia di manoscritti ed edizioni di musiche e di trattati, dal secolo X al XX: tra questi, cimeli dinestimabile valore, come lunico esemplare superstite del primo libro di musica stampato (lOdhecaton A di Ottaviano Petrucci, Venezia 1501) e la partitura della prima opera in musica (lEuridice di Jacopo Peri, Firenze 1601), qui integralmente riprodotti.
La quadreria, esposta nel Civico Museo Bibliografico Musicale e nelle sale del Conservatorio di Musica "G. B. Martini" cui esso è aggregato, comprende più di trecento ritratti di musicisti. Avviata da padre Martini nella seconda metà del Settecento, è poi stata arricchita dai suoi continuatori: vi figurano, tra tanti altri, capolavori pittorici di Corrado Giaquinto (il ritratto del Farinelli), di Thomas Gainsborough (Giovanni Cristiano Bach) e Joshua Reynolds (Charles Burney).
La collezione di strumenti musicali del Museo Civico Medievale (via Manzoni 4) conserva 141 strumenti musicali europei, dal secolo XV al XX. Vi fanno spicco rarità come larchicembalo triarmonico di Vito Trasuntino (Venezia 1606) e l"armonia di flauti" di Manfredo Settala (metà Seicento).
(2) La musica è unarte immateriale, ha la consistenza intensa ed effimera del suono che si accende, vibra, e poi si spegne. Nondimeno, essa abbisogna di tanti diversi supporti concreti: trattati per apprenderla, strumenti per eseguirla, libri e partiture per annotarla e conservarla. Come ogni attività umana, lascia diverse tracce oggettive: carteggi, contabilità, raffigurazioni pittoriche e grafiche, ma anche registrazioni sonore, recensioni, resoconti, libretti dopera, costumi, bozzetti, attrezzerie varie.
La tecnologia digitale offre la possibilità, inedita, di riprodurre su un solo mezzo la realtà della musica sia nella sua veste sonora, sia attraverso le immagini dei suoi supporti. In questo senso, la multimedialità è intrinsecamente congeniale alle multiformi testimonianze lasciate dalla musica del passato.
Ma cè di più. Il montaggio ipertestuale ricrea sotto i nostri occhi la trama delle relazioni e dei rimandi che intercorrono tra intenti, eventi, documenti: è, questa trama, la sostanza stessa della storia della musica. Lo sapeva già padre Martini, quando concepì lidea di raccogliere i più disparati documenti, finalizzati alla stesura di una monumentale Storia della musica. Oggi, questo lascito della sua grande idea, unito alle risorse del multimediale, ci consente di aprire, plasticamente, squarci suggestivi sul senso storico di singole opere e cimeli, e sul loro orizzonte culturale: e ciò non solo per gli eruditi frequentatori di una biblioteca specializzata, bensì davanti agli occhi anche di chi studioso, studente, dilettante sta altrove e non può consultare dal vivo questi documenti.
Il multimediale, in altre parole, può creare una più stretta e profonda simbiosi tra il mandato del bibliotecario e quello dello storico: da un lato, occorre conservare, gestire, rendere fruibile il patrimonio storico e artistico; dallaltro, giova ravvivare il senso autentico delle opere darte, ricostruirne il contesto intellettuale e materiale, ripercorrerne i significati attraverso i mutamenti determinati dalla trasmissione e dalla tradizione, coglierne la rinnovata flagranza e la persistente fragranza nellesperienza estetica della musica suonata e cantata.
(3) Per documentare limportanza e la bellezza dei beni musicali del Comune di Bologna, CartaCanta ha selezionato un campione delle principali tipologie di oggetti posseduti dal Civico Museo Bibliografico Musicale e dal Museo Civico Medievale, anche in base al loro valore storico-culturale. Per quanto concerne il patrimonio librario, immenso, linteresse si è concentrato principalmente sulla cultura musicale del secolo XVI e dei primi anni del XVII, di gran lunga il periodo meglio rappresentato nella biblioteca di padre Martini, grazie a tante edizioni cinquecentine e seicentine uniche al mondo. Per contiguità, lo stesso periodo storico è stato in larga parte privilegiato per la collezione degli strumenti, mentre la galleria dei ritratti, sorta nel Settecento, insiste necessariamente su secoli più vicini a noi.
La materia di CartaCanta è organizzata secondo due diversi criteri, ed è distribuita in tre sezioni, per un totale di quattordici "capitoli".
La sezione delle Collezioni, articolata in cinque capitoli, riflette la triplice natura delle collezioni bolognesi. Viene dapprima tratteggiata la personalità intellettuale di padre G. B. Martini, liniziatore di questo patrimonio. Si illustra poi la storia e struttura della collezione libraria, seguita da una selezione rappresentativa della galleria dei ritratti e della raccolta di strumenti musicali. La biblioteca digitale, infine, presenta e commenta una decina di testi artistici e teorici insigni posseduti dal Civico Museo Bibliografico Musicale, integralmente riprodotti, nonché la partitura e lascolto di una dozzina abbondante di composizioni musicali.
La sezione dei Percorsi, anchessa articolata in cinque capitoli, riorganizza la materia secondo filoni tematici. Nel primo, vengono illustrati anche con esempi sonori commentati i luoghi della musica (la Chiesa, la Corte, il Teatro, il Convento, lAccademia). Nel secondo, si ripercorre la vicenda di un madrigale del 500, "Vestiva i colli" del Palestrina, attraverso le sue caleidoscopiche metamorfosi. Nei seguenti, si tracciano tre profili documentati: la musica speculativa, ossia la teoria musicale; la storia dei libri per musica, ossia la storia delleditoria musicale, delle tecniche produttive e delle forme stesse delloggetto libro; le forme della musica da vedere oltre che da leggere, ossia liconografia dei documenti musicali.
La sezione degli Indici, quadripartita, offre una cronologia e una geografia dei documenti inclusi, un glossario dei termini citati e succinte biografie dei personaggi menzionati in CartaCanta. Insieme con la rete dei tanti link che collegano le diverse schermate del CD ROM, gli indici consentono al navigatore anche a quello meno esperto di storia e teoria della musica di cabotare con frutto e costrutto lungo le floride coste della musica del passato.